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Chi siamo

L’OCCHIO E LA LUNA  è una società di produzione indipendente fondata nel marzo 2002 da Ruggero Dipaola e Federico Micali con il principale oggetto sociale di realizzare film lungometraggi e documentari di qualità e respiro internazionale. Ha la sua sede legale a Roma e le sedi operative a Roma e a Firenze. La società garantisce la fattibilità dei suoi progetti attraverso l'identificazione del potenziale di ognuno, diversificando accuratamente le strategie di divulgazione e distribuzione.

Nel corso dei suoi primi sei anni di attività, la società ha realizzato -oltre a vari cortometraggi- tre documentari di creazione con la regia di Federico Micali: Genova Senza Risposte (2002), Saharawi (2004), 99 Amaranto (2007). Presentato a Venezia nel 2002, Genova Senza Risposte, diretto anche da Teresa Paoli e Stefano Lorenzi, è stato uno dei primissimi film documentari a passare dalla tecnologia digitale leggera alla pellicola 35mm consentendogli, anche grazie alla distribuzione della Pablo, la diffusione nel circuito cinematografico.

Nel 2010-2011 L'Occhio e La Luna ha realizzato il film Appartamento ad Atene, tratto dall’omonimo romanzo di Glenway Wescott, con Laura Morante, Richard Sammel, Gerasimos Skiadaresis e diretto da Ruggero Dipaola. Il film, presentato in anteprima mondiale al Festival di Mumbai, è stato il film italiano più premiato del 2012, con 37 premi internazionali tra i quali il Premio del Pubblico al Festival di Roma 2011 e il Globo d'Oro 2012.

La realizzazione di Appartamento ad Atene ha posto nuovi obiettivi e traguardi a L’Occhio e La Luna, che intende capitalizzare i recenti risultati per posizionarsi definitivamente sul mercato come realtà di produzione indipendente, catalizzando i migliori nuovi talenti – giovani ed emergenti – del panorama cinematografico italiano.

E' attualmente in preparazione il film "Universale - Io mi fermo qui" (titolo provvisorio) che racconta una serie di storie che si svolgono all'interno del Cinema Universale di Firenze a cavallo degli anni '70. La regia è di Federico Micali e le riprese sono previste alla fine dell'estate 2014. 

Produzioni

Universale - Io mi fermo qui (titolo provvisorio)

IN LAVORAZIONE Questa è la storia di tre amici: Tommaso, Marcello e Alice, dei loro destini che s’intrecciano, si lasciano e poi si ingarbugliano di nuovo, in una serie di avventure che attraversano tre decenni - dai favolosi anni sessanta ai plasticosi anni ottanta passando sopratutto per i movimentati anni settanta - e che incarnano i sogni, le svagatezze, le illusioni e le sconfitte di una generazione. Ma questa è anche la storia di un cinema (Universale), un cinema un po’ particolare a dire il vero, dove per una strana congiuntura epocale, rionale e perché no, astrale, per un periodo si sono incontrate la cultura alta, sperimentale e politica del movimento studentesco e quella popolare, sarcastica e disincantata del quartiere fiorentino di San Frediano, creando un meraviglioso cortocircuito che ben presto ha portato a un inatteso e scintillante caos creativo. In sala si poteva dire, fare e creare di tutto e il vero spettacolo non erano più i film, ma il pubblico. Ma questa è anche un po’ la nostra storia, nel senso di un paese, l’Italia che in trent’anni ne ha viste passare di cotte e di crude sotto i suoi campanili: le lotte studentesche, i figli dei fiori, il terrorismo, il riflusso degli anni ’80, e la fine di un mondo, di un muro contro muro dopo il quale niente sarebbe stato più uguale, perché come diceva il Tamburini, noto frequentatore del cinema Universale: “Un’ideale non è come un papa, morto uno ci vuole del tempo per farne un altro!”. E sarà Tommaso a condurci in questo pirotecnico viaggio, lui, figlio del proiezionista dell’Universale, col suo sguardo colto e popolare al tempo stesso, ci condurrà per mano nella sua vita, in quella degli avventori del cinema, dei suoi amici del rione e così via, facendocisorridere, commuovere, riflettere e percepire il pulsare anarchico di quelle “esistenze”, che per anni ha riempito l’aria fumosa del cinema Universale d’Essai. Perché è comunque il cinema il vero protagonista di questa storia: il cinema come luogo e come film, come specchio e come appendice di storie private e generazionali. Storie che possono cominciare anche così all'interno del cinema “con un rumore dal fondo della sala, un rumore che all’inizio si pensava venisse dal film sullo schermo, ma era troppo forte e poi, come dire, non tornava con le immagini del film proiettato. Insomma, per farla breve, era il rumore di una Vespa 125 Primavera, si proprio così, un “Vespino”, montato da un tizio misterioso con un casco integrale che gli copriva la faccia. Il centauro, inseguito dalla maschera urlante, fece un paio di giri veloci tra lo stupore e le risate della folla e nello spazio che separa la prima fila dallo schermo ebbe la geniale idea di impennare la Vespa su una ruota e…stop! Per conoscere il resto bisogna poter accendere la macchina da presa e partire con il primo ciak. Sito internet Pagina Facebook      

Universale - Io mi fermo qui (titolo provvisorio)

Lettere Italiene

Partendo dall’esperienza editoriale di Nuove Lettere Persiane, curato da COSPE, in collaborazione con la Rivista Internazionale ed edito da Ediesse nel 2010, il progetto di web serie LETTERE ITALIENE vuole approfondire attraverso un percorso che incrocia il cortometraggio con il web, sei storie attraverso altrettante lettere che richiamano diversi percorsi di cittadinanza sperimentati dai nuovi “Italieni”: persone di origine immigrata che risiedono in Italia, e che ben si riconoscono in quella crasi tra Italiano e Alieno felicemente creata dalla rivista Internazionale per una sua seguitissima rubrica. “Lettere italiene” è un progetto che nasce e viene portato avanti dalla passione e dall’impegno di tutti coloro che ne prendono parte. Da parte degli autori dei racconti, che hanno deciso di raccontare pubblicamente la loro storia e la loro Italia e che hanno promosso il libro viaggiando in tutta Italia per raccontarlo e raccontarsi. Da parte dei registi, Federico Micali e Yuri Parrettini che, da sempre interessati al taglio sociale del loro lavoro, si sono trovati perfettamente a loro agio nel ri-leggere filmicamente le storie “italiene”. Infine, da parte di Cospe che da anni è impegnato nel lavoro di promozione della multiculturalità e sostegno agli strumenti di auto rappresentazione dei cittadini di origine straniera. La serie web è quindi una felice conseguenza di un lavoro già avviato da anni nella promozione dei diritti delle donne, uomini e bambini di origine straniera e per la realizzazione di una società interculturale più giusta ed accogliente.     

Lettere Italiene

Appartamento ad Atene

  Appartamento ad Atene il film prodotto da L'Occhio e La Luna per la regia di Ruggero Dipaola è stato presentato in anteprima mondiale al Mumbai Film Festival. Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Glenway Wescott, con la sceneggiatura di Heidrun Schleef , Luca De Benedittis e lo steso Ruggero Dipaola. Nel cast Laura Morante , Gerasimos Skiadaresis e Richard Sammel. Produzione: L'Occhio e La Luna con Pandora Filmproduktion realizzzato con l contributo del MIBAC e  sviluppato con il contributo del Programma MEDIARegia: Ruggero DipaolaSceneggiatura: Heidrun Schleef, Ruggero Dipaola, Luca De BenedittisFotografia: Vladan RadovicScenografia: Luca ServinoCostumi: Alessandro LaiProduzione Esecutiva: Alba Produzioni CAST ARTISTICO Laura Morante (Zoe) Gerasimos Skiadaresis (Nikolas) Richard Sammel (Capitano Kalter) Vincenzo Crea (Alex) Alba de Torrebruna (Leda) SINOSSI Nel 1942, ad Atene, un appartamento viene requisito per ospitare un ufficiale tedesco. Nell’appartamento vivono gli Helianos, una coppia di mezza età un tempo agiata. Hanno un ragazzo di dodici anni animato da melodrammatiche fantasie di vendetta, e una bambina di dieci. Con l’arrivo del capitano Kalter tutto è cancellato. Metodico, ascetico, crudele, Kalter è un dio-soldato che impone il terrore e gli Helianos si sottomettono, remissivi. Sono servi adesso, senza altra identità che la loro acquiescenza. L’appartamento li avvolge come un’epidermide. La notte, avvinghiati sulla branda in cucina, intrecciano ciechi deliri: temono gli ordini del nuovo giorno, scambiano piccole parole dalla vocalità scarnificata. Hanno paura di far rumore, non vogliono muovere nulla. Poi, di colpo, l’assenza. Il padrone parte per la Germania, e i servi scoprono che la libertà non ha alcun senso, che la tortura continua. Quando Kalter torna, è un sollievo. E’ cambiato: più gentile, indulgente. Di un’indulgenza che disorienta. Ma è un fragile equilibrio. Correnti sotterranee di odio agiscono in segreto e preparano un’agghiacciante vendetta.    LINK STAMPA Corriere.it    

Appartamento ad Atene

Genova Senza Risposte

"La paura che la gente non ti creda, creda che esageri, che non è possibile che quello che dici di aver visto è vero". Il racconto cronologico del G8 di Genova 2001, nell'obiettività del contrasto tra colori e violenze che riassume il paradosso degli avvenimenti. Girato in digitale con tecnologia leggera, è stato trasposto in pellicola b/n e distribuito al cinema dalla Pablo di Gianluca Arcopinto. “Impaginato con lucida ed incalzante efficacia, è un film militante di controinformazione che mostra in azione i vari gruppi di quelle giornate (..).Oltre alla rabbia e all'indignazione, può suscitare sgomento, ansia, paura. E' un film dell'orrore che fa riflettere." *** (da “Il Morandini” - Dizionario dei Film) Genova senza risposte nasce dalle immagini riprese dagli autori durante il G8 di Genova, arricchite con quelle di altri mediattivisti che seguivano le manifestazioni attraverso Indymedia. La prima versione di Genova senza risposte risale al novembre 2001 con un video di 60 minuti a colori, messo in vendita in VHS nelle principali librerie italiani del circuito Feltrinelli. L'interessamento di Gianluca Arcopinto e della Pablo fa sì che nel luglio successivo Genova Senza Risposte venga trasferito in pellicola con un importante processo di color correction nel passaggio da tecnologia leggera digitale a 35mm. Attraverso la Pablo il film viene presentato a Venezia Off ed inizia a circolare nei cinema. La nuova versione conta di un "post scriptum" girato circa un anno dopo i fatti del G8. Legati al film anche un cortometraggio di 3 minuti "Genova in tre atti" ed il videoclip "La legge giusta" dei Modena City Ramblers.  

Genova Senza Risposte

News

Verso l'Universale

E' iniziata la fase "Verso l'Universale" che inaugura una serie di nuove iniziative che ci avvicinano alle riprese! Vogliamo condividere sempre di più questo progetto con chi l'Universale lo sente casa propria, ma anche con quelli che ne hanno sempre sentito parlare e vogliono che questa storia venga raccontata. Sarà una fase complessa e divertente, fatta di idee (le nostre, e quelle di tutti quelli che stanno partecipando con entusiasmo), di storie, di casting e di location, ma anche di ricerca di quel budget mancante che ci possa permettere di fare un bel film. Per farlo è possibile contribuire dal basso attraverso il crowdfunding su Limoney, ma è anche possibile supportare il film in modo commerciale attraverso una sponsorizzazione, un contributo supportato dal tax credit, un product placement. Così come è ancora possibile condividere i titoli di testa del film ed entrare in coproduzione. Queste le possibilità: Crowdfunding Il crowdfunding rappresenta una soluzione di finanziamento alternativa, si tratta di un processo con cui più persone conferiscono somme di denaro, anche di modesta entità, per finanziare un progetto ricevendo in cambio una ricompensa.   Tax Credit Il tax credit è un sistema di finanziamento al cinema riservato alle Aziende che possono godere di importanti sgravi fiscali e incentivi per il sostegno al film.   Product Placement Product placement per le aziende che intervengono nel processo di produzione e sono attratte dalla possibilità di inserire i propri marchi nel film.   Sponsorship A fronte di un contributo alla produzione lo sponsor potrà veicolare il suo marchio, accompagnando il film in ogni sua fase.   Coproduzione La coproduzione è riservata a quelle aziende o quei privati che hanno interesse a entrare direttamente a far parte della macchina produttiva.              

Verso l'Universale

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